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Messaggio di Sua Santità il Dalai Lama in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Uomo del 10 dicembre 1998.


Sono estremamente incoraggiato dall'apprendere che ci sarà una commemorazione mondiale del 50° anniversario dell'adozione e della sottoscrizione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Sono anche felice di sapere che l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti dell'Uomo sta promuovendo lo studio e la diffusione mondiale del testo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, in modo che anche la gente comune potrà essere consapevole dei diritti che gli spettano.
La difesa dei diritti umani è un valore universale perché è insita nella natura dell'uomo, l'aspirazione alla libertà, all'uguaglianza e alla dignità e ognuno ne ha diritto. Ci piaccia o no, siamo tutti parte di una medesima famiglia di esseri umani che abitano questo mondo. Ricchi o poveri, istruiti o analfabeti, cittadini di una nazione o di un'altra, fedeli di una religione o di un'altra, seguaci di questa o di quell'ideologia, ognuno di noi non è altro che un essere umano come tutti. E tutti noi desideriamo la felicità e non vogliamo soffrire.
Alcuni governi considerano i parametri relativi ai diritti umani contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, applicabili in Occidente e non in Asia o in altre aree del Terzo Mondo a causa delle differenze culturali, sociali ed economiche. Io non condivido questo punto di vista e sono convinto che non lo condivida nemmeno la maggior parte della gente. Credo invece, che i principi contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo rappresentino una sorta di legge naturale che dovrebbe essere seguita da tutti i popoli e da tutti i governi. Sono anche molto incoraggiato dalla sempre maggiore preoccupazione per le violazioni dei diritti umani che avvengono in Tibet o in altre parti del mondo.
Ovunque la gente sta cominciando a comprendere il grande valore e l'importanza dei diritti umani. Questo non solo aiuta molte persone che stanno soffrendo ma è anche una indicazione dei progressi e dei positivi sviluppi dell'umanità. Sento che la preoccupazione per le violazioni dei diritti umani e gli sforzi per proteggerli siano un grande aiuto per le presenti e le future generazioni. Siamo ad un anno dall'alba del 21° secolo e vediamo come questo mondo stia divenendo ormai una famiglia globale. Siamo sempre più uniti dai grandi progressi della scienza e della tecnologia che ci consentono di condividere all'istante ogni genere d'informazioni, dal grave e comune problema della sovrappopolazione, della diminuzione delle risorse naturali e dalla crisi ambientale che minaccia le fondamenta stesse della nostra vita su questo pianeta. Diritti umani, salvaguardia dell'ambiente, eguaglianza sociale ed economica sono in stretta e reciproca connessione.

Riguardo tutti questi aspetti, ritengo che un sentimento di responsabilità universale possa essere la chiave per la sopravvivenza e il progresso dell'umanità. Ed è anche la base migliore per la pace mondiale, la promozione dei diritti umani e di una cultura politica che individui nel dialogo e nella non-violenza la via per la risoluzione dei conflitti. In conclusione vorrei cogliere questa opportunità per lodare ed esprimere la mia più profonda ammirazione e tutto il mio rispetto per coloro che ovunque nel mondo difendono i diritti umani. Queste persone portano veramente un grande contributo alla vita dei popoli documentando gli abusi dei diritti umani di cui sono vittime e lavorando per mitigarli. Io considero l'impegno a favore del rispetto dei diritti umani una sorta di pratica spirituale. Difendendo quanti sono perseguitati per motivi razziali, religiosi, etnici o ideologici voi state realmente contribuendo a guidare la nostra famiglia umana verso il traguardo della pace, della giustizia e della dignità.

7 dicembre 1998 Dharamsala, India